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SCIOPERI: è scontro tra maggioranza e opposizione. Interviene anche EPIFANI.

Il governo va avanti con la riforma della regolamentazione degli scioperi nei trasporti, portando già domani il disegno di legge delega in Cdm, incurante dell'altolà del leader della Cgil Guglielmo Epifani che avverte: il governo "stia attento" a non introdurre "forzature" in una materia così delicata, e costituzionalmente garantita, come il diritto di sciopero. Immediata la replica del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, che si dice "confortato" per la richiesta di intervento legislativo sulla normativa che regolamenta gli scioperi arrivata anche dal presidente della Camera Gianfranco Fini, da quello della Commissione di garanzia sugli scioperi e anche dalle parti sociali. "Credo che ci sia una larga convergenza con la gran parte delle organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro. Temo però che manchi la Cgil", preannuncia prima ancora che Epifani lanciasse l'altolà. Ma "l'unanimità non è di questo mondo, appartiene al mondo del nulla, del non fare". Intanto arriva il consenso di Fini: "E' sempre più urgente avviare una riflessione sulla tenuta della disciplina di settore per individuare lacune e prospettare ipotesi di adeguamento", dice, convinto che non si tratti "ovviamente, di soffocare il diritto di sciopero ma di armonizzarlo con l'esercizio dei diritti dei cittadini". Posizione sposata dal titolare dei Trasporti Matteoli ("non è possibile che sindacati con pochi iscritti paralizzino il Paese: è una regolamentazione di cui c'é bisogno"), dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti che spiega lo 'sciopero virtuale' e che invece fa prendere le distanze al Pd, che pur considerando il tema della riforma "reale", invita il governo a non "strumentalizzarlo contro l'avversario politico", compiendo così "un'operazione di spaventoso cinismo". Duro il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero, che avverte come governo inizierà coi trasporti, per poi limitare il diritto di sciopero anche agli altri settori. Sulla riforma arriva anche il via libera del Garante sugli scioperi che, alla luce dei dati sulla proliferazione degli scioperi generali (nel 2008 uno solo proclamato dalla Cgil, altri 13 da sindacati autonomi "spesso privi di rappresentatività"), di quelli annunciati e poi revocati e delle "sempre più frequenti forme di lotta" come scioperi spontanei o assemblee permanenti, chiede integrazioni alla disciplina vigente. Quanto al provvedimento il ministro del lavoro conferma l'intenzione del governo di introdurre l'obbligatorietà dello sciopero virtuale per alcune categorie di lavoratori, di avviare sanzioni in via amministrativa per quelle modalità di sciopero che, "da qualsiasi settore arrivino, paralizzino strade, stazioni, autostrade e aeroporti". Sulla possibilità di indire un referendum preventivo nel caso in cui a proclamare lo sciopero sia una piccola sigla sindacale il governo, invece, sta ancora "valutando". Resta nel testo definitivo la richiesta di adesione preventiva individuale allo sciopero che secondo il governo "é necessaria per dare certezza ai cittadini sul numero dei mezzi effettivi in circolazione". Sacconi sottolinea poi che le nuove norme non sono rivolte solo alle forme di lotta sindacali "ma anche a comportamenti aziendali che possono essere collusivi o strumentali. Il datore di lavoro non è esente da responsabilità e - continua Sacconi - anche quando parliamo di sciopero virtuale "dobbiamo tenere presente che il datore di lavoro sarà penalizzato, pagando di più". La riforma, in ogni caso, dovrebbe partire tra un anno, quando sarà terminato l'iter previsto dalla delega, inclusi di decreti delegati che ne deriveranno. Il governo è alla ricerca del "massimo consenso possibile" ma questo, insiste Sacconi rispondendo alla Cgil, non significa che saranno accettati "veti". "Ricordo a Epifani che il governo ha proceduto a definire un cauto percorso di consultazione" incalza il Ministro ricordano che le linee guida di intervento sono state già corrette in seguito alla consultazione delle parti sociali, a cui hanno partecipato "tutti i segretari generali, tranne - bontà sua - Epifani". E ora, "si ritorna al Consiglio dei Ministri sulla base di un testo che ha recepito molte delle indicazioni presentate dalle parti sociali"

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