FRANCESCHINI PROPONE: una tassa "una tantum" sui redditi superiori ai 120 mila euro all'anno
ROMA - Togliere ai ricchi per dare ai poveri, per lo meno per il 2009, in attesa di una riforma organica: e' semplice e antica la proposta lanciata oggi dal segretario del Pd Dario Franceschini, che chiede una ''una tantum'' del 2% sull'Irpef per quest'anno sui redditi oltre i 120.000 euro, in modo da trovare 500 milioni da destinare alla ''poverta' estrema''. La proposta trova l'inaspettato sostegno di Umberto Bossi e di Pier Ferdinando Casini e la curiosa bocciatura del Prc, che va ad affiancarsi a quello della Pdl.
E a chi gli dice di essersi spostato a sinistra, Franceschini nega, spiegando di ispirarsi a Giorgio La Pira. Franceschini, che in mattinata aveva criticato Berlusconi per il suo ''finto ottimismo'' messo in campo per ''nascondere la crisi'', ha avanzato la nuova proposta durante un incontro con le associazioni di volontariato, che avevano lanciato l'allarme sull'allargamento dell'indigenza al ceto medio.
''Mettiamo nel 2009 - ha detto - 500 milioni per il volontariato e i comuni per contrastare la poverta' estrema, per chi non ha nulla. Per finanziare questa iniziativa possiamo introdurre un contributo straordinario di due punti sull'Irpef dei redditi alti, da quelli dei parlamentari in su, e cioe' di 120.000 euro. Chiediamo a circa 150-200mila persone con redditi alti, compresi i parlamentari, di farsi carico di chi non ce la fa''.
Con i 500 milioni raggranellati, per il segretario del Pd, ''andrebbe rifinanziato il sostegno al Terzo settore previsto dalla legge quadro 328, nonche' il Fondo sociale per i comuni che il governo ha tagliato di 300 milioni''. Franceschini si e' detto ''consapevole'' del fatto che si tratti ''di una risposta parziale, in attesa di una riforma strutturale'' dell'assistenza ai poveri, su cui il Pd sta lavorando a un ddl.
''Ma non possiamo dire alla gente 'in attesa delle riforme cavatevela da soli'''. Scontato il plauso delle associazioni di volontariato, che avevano sottolineato il rischio di essere ''travolte'' dall'onda di richieste; e scontato l'appoggio dei dirigenti del Pd, come Pier Luigi Bersani, Livia Turco, Anna Finocchiaro, Antonello Soro o del governatore dell'Emilia Vasco Errani. Un plauso e' giunto anche dal leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che ha definito ''giusta e convincente'' la proposta di Franceschini.
A smuovere le acque sul fronte del centrodestra ci ha pensato Bossi, che si e' schierato con il segretario del Pd: ''Questo puo' anche andare bene - ha detto - In un momento di crisi, chi ha di piu' e' bene che contribuisca''. E anche Casini ha definito ''giusto'' il ''contributo di solidarieta'''.
Il ''placet'' di Bossi ha entusiasmato vari esponenti del Pd, come Pierpaolo Baretta, Achille Passoni o Enrico Farinone, ma ha gelato il Pdl. Il sottosegretario al Tesoro Luigi Casero ha parlato di ''demagogia'', rivolto a Franceschini, e Maurizio Gasparri di ''propaganda''; Daniele Capezzone ha detto che la proposta ''spaventa le fasce piu' elevate'' mentre serve ''indurre chi sta meglio a spendere di piu'''.
Altri esponenti del Pdl, Come Maurizio Lupi o Raffaele Vignali, entrambi di Cl, accusano Franceschini di ispirarsi agli ''slogan'' delle ''sinistra piu' retriva''. ''Io di sinistra? Mi viene da ridere - ha detto il cattolico Franceschini - io mi ispiro a Giorgio La Pira''. Inaspettata come il si' di Bossi, arriva la bocciatura del segretario del Prc Paolo Ferrero, che definisce l'idea ''elemosina di Stato''. Domani alla Camera il governo dovra' rispondere ad un'altra proposta del Pd, quella sull'assegno di disoccupazione: verra' infatti votata la mozione che impegna il governo e istituirla con decreto.