GIORGIO @ THE CATHEDRAL OF NAPLES 2009
The Cathedral of Naples (or Duomo) is the main church of Naples, southern Italy. It is dedicated to San Gennaro (St. Januarius), the city's patron. The church houses a vial of the Saint's blood that is brought out twice a year, on the first Saturday in May and 19 September, and usually liquefies. According to legend if the blood should fail to liquefy, then something bad will happen to Naples.
The church was commissioned by the King Charles I of Anjou. Construction continued during the reign of his successor, Charles II (1285-1309) and was completed in the early 14th century under Robert of Anjou. It was built on the foundations of two palaeo-Christian basilicas, whose traces can still be clearly seen. Underneath of the church, excavations have revealed Greek and Roman artifacts.
Bust of St. Januarius, Cathedral of Naples.
The main attraction of the interior is the Chapel of the Treasure of St. Januarius, with frescoes by Domenichino and Giovanni Lanfranco, altarpieces by Domenichino, Massimo Stanzione, Jusepe Ribera, the rich high altar by Francesco Solimena, the bronze railing by Cosimo Fanzago and other artworks, including a reliquiary by 14th century French masters.
Other artworks include an Assumption by Pietro Perugino, canvasses by Luca Giordano and the palaeo-christian baptistery, with mosaics from the 4th century. The main chapel is a restoration of the 18th century, with a Baroque relief by Pietro Bracci. The Minutolo Chapel, mentioned in Boccaccio's Decameron, has 14th century frescoes.
The crypt is by the Lombard Tommaso Malvito. The façade was reworked by Enrico Alvino in the late 19th century, but retains the 15th century portal, including some sculptures by Tino da Camaino.
The Palazzo Arcivescovile (Archbishop's Palace), annexed to the Cathedral, is the see of the Archdiocese of Naples. The current titular is Cardinal Crescenzio Sepe.
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Il grande Duomo di San Gennaro[senza fonte] o Duomo di Santa Maria Assunta è la cattedrale della diocesi di Napoli. È tra le più grandi basiliche della città; inoltre, ospita il battistero più antico d'occidente (Battistero di San Giovanni in Fonte[1]). Il tempio sorge lungo il lato est di via Duomo, in una piazzetta contornata da portici.
L'elenco delle cappelle minori è molto lungo, ma è possibile ricordare i principali artisti che vi lavorarono: nelle cappelle ci sono sculture di Tino da Camaino, Paolo de Matteis, Giuseppe Sammartino, Nicola Vaccaro, Nicola Maria Rossi, Bartolomè Ordonez, Lello da Orvieto e Giulio Mecaglia; inoltre sono da citare la Cappella dei Capece Minutolo (un esempio di gotico maturo), le sculture di Domenico Antonio Vaccaro e la Cappella Brancaccio, di Giovanni Antonio Dosio con sculture di Pietro Bernini, Girolamo D'Auria, Michelangelo Naccherino e Tommaso Montani mentre i dipinti sono di Francesco Curia.L'interno, a pianta a croce latina con cappelle, è lungo circa cento metri e la navata è intervallata da una sequenza di otto pilastri per lato, in cui sono incorporati fusti di antiche colonne romane su i quali poggiano gli archi ogivali decorati a stucco e marmo.
Il soffitto a cassettoni intagliato e dorato ospita tele di Fabrizio Santafede e Girolamo Imparato. Sulle pareti della navata ci sono dipinti di Luca Giordano, mentre sui sedici pilastri della navata sono sistemate le edicole con i busti dei vescovi della città, scolpiti tra il Seicento e il Settecento. Sulla controfacciata sono collocati i sepolcri dei sovrani angioini, così disposti da Domenico Fontana nel 1599.
Sotto l'arcata sinistra c'è la fonte battesimale secentesca, che riutilizza una vasca di basalto egiziano di epoca romana, sulla quale è posto un gruppo bronzeo raffiguarnte il Battesimo di Gesù.La cappella è uno dei più riusciti esempi di architettura barocca napoletana. Fu progettata dal frate Francesco Grimaldi che terminò la costruzione nel 1646; essa venne costruita sulle tre cappelle delle famiglie Filomarino, Capece e Cavaselice. Ai lati dell'ingresso ci sono sculture di Giuliano Finelli e l'ingresso in ottone venne ideato da Cosimo Fanzago, che realizzò inoltre il pavimento in marmo ed il busto bifronte di San Gennaro. Nell'interno, a croce greca, ci sono opere di Giovanni Lanfranco, Domenichino e Jusepe Ribera; Dionisio Lazzari vi eseguì un lavamano marmoreo e Giovan Domenico Vinaccia un pregevole paliotto d'argento.
La Basilica di Santa Restituta è un interessante esempio di architettura paleocristiana in Italia: si presenta con un'aula a tre navate divise da colonne di spoglio. L'edificio è stato modificato nel Seicento a causa di un terremoto che ha causato un radicale rimaneggiamento della navata con stucchi e affreschi diretti da Arcangelo Guglielmelli. Qui sono conservate le opere di Luca Giordano e varie sculture trecentesche. Dalla cappella si accede al più antico battistero d'occidente.