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A PROPOSITO DI "UT QUEANT LAXIS"
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L'inno in strofe saffica Ut queant laxis è uno dei più alti contributi dell'età carolingia alla poesia sacra.1 Documentato a partire dal IX secolo, entrô ben presto nella liturgia ai Vespri di s. Giovanni Battista. Fu attribuito a Paolo Diacono (ça. 7200 -ça. 799), ma oggi si giudica più prudente considerarlo di autore incerto.2 La sua notorietà è dovuta al fatto che Guido d'Arezzo l'ha utilizzato nell'ambito del metodo per apprendere un canto sine magistro: sulla strofa iniziale ha collocato la melodia di cui si serviva per far memorizzare i suoni, facendo corrispondere ai sei ...
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